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Cartolarizzazione di alloggi E.R.P. e di alloggi di servizio
Il subentro nella domanda di acquisito dell'alloggio E.R.P. presentata ai sensi della legge 560/1993 presuppone anche il subentro nel godimento dell'alloggio, non essendo sufficiente che colui che che pretende di subentrare sia erede del precedente assegnatario.

Trasferimento di diritti reali dalla mano pubblica: le aste
La P.A. non è tenuta a provvedere sulla istanza di alienazione di un bene pubblico, salvi i casi previsti dalla legge.

Significato giuridico dell'asservimento
Le esigenze di accesso ad una pista ciclo - pedonale, per interventi manutentivi e ripristinatori, ben possono essere soddisfatte, in assenza di prevalenti ragioni di interesse pubblico per acquisire le maggiori aree, anche attraverso misure meno gravose per il privato, rispetto all'esproprio quali, ad esempio, l’apposizione di servitù di passaggio.

La costituzione di un asservimento del terreno
La società proprietaria della rete telefonica non è tenuta al versamento di alcun canone, nemmeno ricognitorio, né di alcuna indennità nell'ipotesi in cui i cavi e le apparecchiature siano installati su un immobile demaniale ad uso esclusivo dello stesso, rientrando questa ipotesi nelle "limitazioni legali alla proprietà" ex art. 232 D.P.R.156/1973.

Asservimento ed esproprio
L’esercizio del potere espropriativo non può ritenersi intrinsecamente inutile per le aree assoggettate a dicatio ad patriam (e quindi assoggettate a servitù di uso pubblico), in quanto per ciò stesso disponibili alla mano pubblica.

La cartolarizzazione degli immobili pubblici
Il trasferimento alla Società di cartolarizzazione ai sensi dell’articolo 3 del D.L. n. 351/2001 presuppone l’adozione da parte dell’Agenzia del demanio di appositi decreti di individuazione degli immobili da alienare.

Gli accordi integrativi e gli accordi sostitutivi del provvedimento amministrativo (art. 11 Legge 241/1990)
Il verbale di una riunione, che contenga una specifica descrizione del contenuto delle decisioni a conclusione ed una definizione condivisa dell’assetto degli interessi e sia stato debitamente sottoscritto da tutti gli intervenienti, è un atto valido ed efficace ai sensi dell’art. 11 L. n. 241/1990 nei confronti delle amministrazioni pubbliche, delle società e dei privati partecipanti.

La natura giuridica del patto territoriale
È legittimo il provvedimento con il quale il Consiglio regionale dell’urbanistica presso l’Assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana motiva il proprio parere sfavorevole ad un'iniziativa valorizzando la circostanza della difformità del progetto rispetto al Piano Territoriale Paesistico.

Il recesso dagli accordi amministrativi ex art. 11 Legge 241/1990
In materia di accordi amministrativi, la volontà manifestata dalla P.A. di considerare indefettibili gli interessi pubblici è destinata a prevalere sulla potestà, contemplata dall’art. 72 R.D. 267/1942, per il curatore di scegliere se subentrare nel contratto in luogo del fallito oppure sciogliersi dal medesimo.

La convenzione urbanistica «contrattata» o «consensuale»
Non può riconoscersi natura di accordo procedimentale alla convenzione stipulata nel caso che riguarda un rapporto privatistico qualificabile come garanzia a prima richiesta e che configura un contratto autonomo di garanzia, espressione dell'autonomia negoziale ex art. 1322 c.c., che ha la funzione di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale e che può riguardare anche un fare infungibile.

Le procedure alternative all'espropriazione per pubblica utilità
Ai sensi dell’art. 31, commi 21 e 22 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è attribuita agli enti locali la facoltà, laddove sussista il consenso dei proprietari, di adottare provvedimenti di semplice presa d’atto, idonei a consentire la trascrizione a favore del demanio stradale dell’ente stesso delle proprietà occupate per la realizzazione di strade pubbliche (con esclusione del pagamento delle imposte di registro ed ipotecarie).

Acquisizione delle aree per opere di p.u.: i contratti di diritto privato stipulati da un ente pubblico
Nei contratti di diritto privato stipulati da un ente pubblico, la volontà negoziale deve essere tratta unicamente dalle pattuizioni intercorse tra le parti contraenti e risultanti dal contratto tra esse stipulato, interpretato secondo i canoni di ermeneutica, senza che possa farsi ricorso alle deliberazioni dei competenti organi dell'ente, le quali attengono alla fase preparatoria e non hanno alcun valore di interpretazione autentica o ricognitivo delle clausole negoziali

Espropriazione per pubblica utilità e diritti del privato (art. 63 Legge 448/1998)
La pubblica amministrazione anche quando agisce iure privatorum, non può che perseguire interessi generali, per ciò stesso connotati da finalità pubblicistiche; ma questo non basta a rendere indisponibili, in se stessi considerati, i diritti dei quali essa divenga titolare in conseguenza delle attività in tal modo compiute.

Presupposti per una servitù coattiva sul fondo: il passaggio di un metanodotto
L'art. 1051 c.c., comma 4 non prevede un'esenzione assoluta delle aree indicate dalla servitù di passaggio, bensì solo un criterio di scelta, ove possibile, nei casi in cui le esigenze poste a base della richiesta di servitù siano realizzabili mediante percorsi alternativi, tra i quali deve attribuirsi priorità a quelli non interessanti le menzionate aree.

Servitù di panorama e di veduta
Il diritto a non vedere pregiudicata la visuale all'infinito dal terrazzo dalla chioma di un albero piantato a distanza legale (c.d. «servitù di panorama») non può essere fondato sulla mera preesistenza della visuale all'acquisto dell'immobile.

Demanio e titolarità dei beni pubblici
Il diritto di derivazione europea non ha ancora innovato in modo profondo il regime demaniale in sé considerato, ma il suo sfruttamento è invece attentamente considerato dalle disposizioni sovranazionali, che mirano alla tutela della concorrenza per le attività imprenditoriali, sì che l’utilizzo dei beni pubblici a fini economici non può restare estraneo alla sfera di azione dell’ordinamento citato.

La procedura di demanializzazione di un bene
Nel momento in cui bene diventa demaniale (per il concorso dell’acquisto della proprietà di esso in capo all’ente pubblico territoriale e per la destinazione di esso ad uno degli scopi indicati dall’art. 822) esso diviene libero da pesi ed oneri riconducibili a diritti di natura privatistica.

Titolarità dei beni pubblici: demanio naturale, artificiale, necessario, accidentale
Se si tratta di un bene artificiale, la demanialità è l'effetto di un atto della P.A. volto a destinare il bene ad un servizio o ad una funzione, pur se la scelta è dettata dalla possibilità di annoverare l'opera artificiale in una determinata categoria.

Demanio pubblico e diritti dei privati
La costituzione di diritti reali su beni demaniali può avvenire soltanto attraverso uno specifico atto di concessione, avente propriamente natura costitutiva, tanto è vero che, fino all'emissione di tale provvedimento, il soggetto interessato non può comunque vantare alcun titolo legittimo alla fruizione con modalità differenziate rispetto alla generalità dei cittadini di un qualsiasi bene appartenente al demanio.

Compiti della polizia demaniale marittima
E' legittimo l’ordine di ripristino indirizzato al Comune che ha la disponibilità dell’area demaniale, ferma restando la sua possibilità di rivalersi, azionando gli strumenti giuridici contemplati dall’ordinamento, su eventuali altri soggetti, autori delle opere.

Adempimenti catastali per l'acquisto di un bene pubblico
E' illegittima la norma regolamentare (nella specie contenuta nel D.P.R. 90/2010) che impone all'acquirente di beni pubblici ad obbligarsi a sostenere le eventuali spese necessarie per l'accatastamento dell'alloggio se, a fronte di una normativa generale che pone a carico del proprietario gli adempimenti catastali, non risulta una specifica norma di segno opposto.

Trasferimento di proprietà dell'immobile e certificato di abitabilità
La consegna del certificato di abitabilità dell'immobile oggetto del contratto, ove questo sia un appartamento da adibire ad abitazione, pur non costituendo di per sé condizione di validità della compravendita, integra un'obbligazione incombente sul venditore ai sensi dell'art. 1477 c.c., attenendo ad un requisito essenziale della cosa venduta, in quanto incidente sulla possibilità di adibire legittimamente la stessa all'uso contrattualmente previsto.

Il certificato di destinazione urbanistica
La nullità prevista dall'art. 18, co. 2, legge 47/1985 (oggi art. 30, co. 2, D.P.R. 380/2001) si riferisce esclusivamente ai contratti che, di per se, determinano l'effetto reale indicato dalla norma e, non anche a quelli con effetti obbligatori, come il contratto preliminare di compravendita.

L'evizione dell'immobile (artt. 1479 e segg. Cod.Civ.)
Qualora il compratore del bene sottoposto a vincolo espropriativo subisca l'espropriazione, sussiste ipotesi di evizione; in tal caso la responsabilità del venditore non è esclusa dal semplice fatto che al compratore fosse nota l'esistenza del diritto del terzo sulla cosa: ossia gli effetti della garanzia si producono comunque per il solo fatto obiettivo della perdita del diritto acquistato.

Indicazione degli estremi della concessione edilizia
La sanzione di nullità prevista dall'art. 40 legge 47/1985 con riferimento ad immobili privi della necessaria concessione edificatoria (ovvero della concessione rilasciata in sanatoria o della copia conforme della relativa domanda corredata della prova dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione), trova applicazione per i soli contratti ad effetti reali.

Oneri non apparenti gravanti sull'immobile
Il promissario acquirente di un'area gravata da vincolo paesaggistico prescritto dal P.R.G. che la rendeva inidonea ad ospitare l'opificio industriale che intendeva trasferirvi non può invocare la responsabilità del promittente alienante ex art. 1489 c.c., poiché tale norma si riferisce unicamente agli oneri non apparenti, a cui non può essere ricondotto il vincolo paesaggistico ex legge 1497/1939.

La risoluzione del contratto di vendita dell'immobile
Nel contratto di compravendita immobiliare, ai fini della pronuncia di risoluzione per inadempimento in caso di inadempienze reciproche, il giudice di merito, valutando ex ante la condotta delle parti, il giudice di merito deve adeguatamente valutare anche se alla data prevista per il rogito fossero disponibili i documenti attestanti la regolarità urbanistica del bene, quali concessione edilizia in variante e certificato di abitabilità.

La servitù di inedificabilità imposta sul fondo
In tema di servitù, il requisito della contiguità deve essere inteso non nel senso letterale di materiale aderenza tra i fondi, ma in quello giuridico di possibilità di vantaggio da parte del fondo servente in favore di quello dominante, poiché il proprietario del fondo dominante può esercitare ad altro titolo il passaggio sul fondo intermedio ovvero acquistare successivamente il relativo diritto di servitù.

Le novità della versione 10.6.0 di PREGEO e di APAG 2.08
La nuova versione di PREGEO è stata realizzata per permettere la predisposizione per la trattazione totalmente automatica di tutti gli atti di aggiornamento geometrici. Dal punto di vista della semplificazione, il nuovo modello riconosce automaticamente le variazioni catastali e, conseguentemente, la natura dell’atto di aggiornamento a partire dalla proposta di aggiornamento, dall’estratto di mappa e dal modello per il trattamento dei dati censuari.

Attivazione e installazione della versione 10.6.0 di PREGEO
A partire dal 28 aprile 2017 la procedura PREGEO 10 ver. 10.6.0 diventerà obbligatoria su tutto il territorio nazionale, comprese le zone a catasto tavolare.

Presentazione telematica degli atti di aggiornamento catastale
Con il provvedimento. prot. 2015/35112 dell’Agenzia delle Entrate è stato introdotto l’obbligo della presentazione telematica degli atti di aggiornamento catastale a decorrere dal 1° giugno 2015.

Normativa fiscale in tema di successione
Il regime fiscale delle successioni, donazioni e altri atti a titolo gratuito, è regolato dall'art. 2, commi da 47 a 53, del D.L. n. 262 del 2006, convertito con modificazioni, dalla legge n. 286 del 2006; dall'art. 1, commi da 77 a 79, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per l’anno 2007) e dall'art. 1, comma 31, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per l’anno 2008).